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    Approfondimenti

    Soffocamento dei bambini: miti e leggende da sfatare

    Ecco qualche consiglio pratico per evitare e ridurre al minimo il grande problema del soffocamento dei bambini.

    “Quando si mangia non si parla! E si sta seduti composti !”
    Dicevano i nostri saggi nonni, ma avevano ragione!

    Se tossisce, l’ostruzione è parziale, il suo corpo sta mettendo in atto tutto ciò che serve per risolvere il problema, quindi non dare pacche dietro la schiena, non dare nulla da bere, non dire: “guarda l’uccellino”, e soprattutto mai, mai e poi mai mettere il bimbo a testa in giù.
    Se invece l’ostruzione è totale, non ci sarà la tosse, il bimbo porterà in automatico le mani al collo e labbra/occhi diventeranno blu viola (cianosi). È adesso che si deve intervenire! Posizionate il lattante (0-1 anno) a pancia in giù, con le gambette a cavalcioni sul vostro braccio, appoggiatevi sulla gamba e con decisione date 5 pacche tra le due scapole. Se la manovra non ha liberato le vie aeree, girate il bimbo a pancia in su, e questa volta tra i due capezzoli, al centro del torace, con due dita, comprimete il petto. Queste manovre funzionano nel 98% dei casi.

    Quali sono gli oggetti pericolosi a cui fare attenzione? Tappi di penne e pennarelli, tappi di bottiglia, pile e batterie, palloncini colorati, bottoni, monetine, piccoli giocattoli, orecchini, scontrini arrotolati nella borsa della mamma, linguetta del pacchetto di fazzoletti, medicine…
    Quali sono invece i cibi pericolosi? Nulla è pericoloso veramente, basta solo somministrarlo in maniera diversa. Tutto ciò che viene normalmente tagliato a rondelle (wurstel, carote, banana, zucchine, cetrioli), da oggi  va tagliato per lungo e a pezzettini. La rondella tappa perfettamente le vie aeree. Anche tutto il cibo che ha forma sferica va tagliato a pezzettini: uva, ciliegie, polpettine, olive, mozzarelline, pomodirini, gnocchi, caramelle, leccalecca…

    Per non avere panico in queste circostanze si può frequentare una lezione interattiva della durata di due ore e mettere in pratica le manovre di disostruzione delle vie aeree in età pediatrica su manichini appositamente studiati per la simulazione.  Sarebbe anche utile frequentare un corso completo sul primo soccorso che dura invece cinque ore.
    Chi salva un bambino, salva il mondo intero!

     A cura di Mario Caldera – Istruttore Nazionale Rianimazione Cardiopolmonare e Defibrillazione SALVAMENTO ACADEMY

    mario.caldera@hotmail.it – Tel. 339.4029280

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