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Acqua e lattanti: qual è il momento giusto?

Da uno studio americano dedicato all’alimentazione emerge che la maggior parte dei lattanti negli USA viene svezzata troppo presto. Come è meglio comportarsi in tema di alimentazione e somministrazione di acqua nei neonati e bambini?

La prima parola, i primi passi, il primo dentino sono step fondamentali per la crescita di ogni bambino e vengono ricordati dai genitori con estrema felicità. Ma ogni fase della crescita ha le sue complessità e sono numerosi i dubbi che assillano mamme e papà. È nel periodo dello svezzamento che vanno introdotte tutte quelle corrette abitudini alimentari che indirizzeranno i bambini verso uno stile di vita sano anche da adulto.

Uno studio americano dedicato alla corretta alimentazione ci parla di età corretta per lo svezzamento dei bambini

Eppure, secondo uno studio americano pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics è emerso che per la maggior parte dei lattanti USA lo svezzamento avviene troppo precocemente.  Lo studio ha sottolineato che il 16,3% comincia prima del compimento del 4° mese, il 38,3% tra 4 e 6 mesi, il 32,5% tra 6 e 7 mesi, mentre il 12,9% inizia lo svezzamento più tardi, dopo i 7 o più mesi di vita.
Solo il 32,5% dei bambini incomincia ad assumere alimenti nel momento raccomandato, ovvero intorno ai 6 mesi.  Una scelta che ha delle conseguenze, perché introdurre alimenti diversi dal latte prematuramente, può far perdere al bambino la possibilità di assumere alcune sostanze nutritive che sono fondamentali per la crescita. Anche in Italia ci sono genitori che sottovalutano l’importanza di iniziare lo svezzamento nel momento giusto – continua il dottor Di Mauro – non bisogna quindi avere fretta. Il momento d’oro, per introdurre i cibi solidi è intorno ai 6 mesi di vita.

Quando invece dare l’acqua al bambino? E quali sono le quantità raccomandate?

Se è allattato al seno, non ha di norma bisogno di altre integrazioni di liquidi a patto che la mamma attacchi il bebè ogni volta che lo desidera. A partire dallo svezzamento, invece, è possibile iniziare ad offrire acqua al bambino, preferibilmente acque minimamente mineralizzate (residuo fisso < 50 mg/L) e oligominerali (residuo fisso tra 50 e 500 mg/L) con contenuto di nitrati ≤ 10 mg/L.

Trattandosi di una fase delicata della crescita, il fabbisogno d’acqua nell’organismo dei più piccoli è in proporzione 7 volte maggiore a quello di un adulto. Per quanto riguarda le quantità, dopo il sesto mese e fino ai 3 anni si raccomandano dai 600 ai 900 ml di acqua al giorno, tenendo sempre presente che quantità e qualità dell’acqua assunta dal bambino dipendono non solo dall’età, ma anche da condizioni di salute, regime alimentare, temperatura e tasso di umidità ambientale.

A cura dell’ Osservatorio Sanpellegrino

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