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Redazione Guidabimbi

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    Che cosa mangi? L’alimentazione nell’infanzia e nell’adolescenza

    Quali accorgimenti seguire per abituare i ragazzi ad alimentarsi correttamente.

    Da una recente indagine epidemiologica è risultato che in Italia 1 bambino su 3 è in sovrappeso e 1 su 10 è obeso.
    Sono dati preoccupanti, oltre che potenzialmente pericolosi, dal momento che è dimostrato che tale condizione porterà questi bambini in età adulta – anche se dovessero recuperare il peso forma – ad un aumentato rischio di malattie metaboliche oltre che di patologie cardiovascolari anche gravi.
    E’ quindi importantissimo prestare grande attenzione all’alimentazione dei piccoli perché attraverso di essa è possibile offrire maggiori garanzie al loro futuro.
    Inoltre le cattive abitudini legate all’alimentazione ed allo stile di vita formatesi durante l’infanzia e l’adolescenza influenzeranno quelle di tutta la vita adulta con un impatto non indifferente sullo stato di salute a lungo termine.
    Gli errori più comuni osservati nei ragazzi sono: una prima colazione scarsa o assente, spuntini assenti o a base di alimenti a ridotto valore nutritivo ma con un elevato livello calorico, ridotto consumo di frutta e verdura, eccessivo consumo di salumi, cioccolata, barrette, patatine fritte, caramelle e altri dolci confezionati, di bevande gassate e zuccherate, frequentazione eccessiva di fast food all’americana, i cui alimenti sono non solo eccessivamente calorici ma sono anche ricchi di grassi saturi, sale e poveri di fibra e vitamine.
    Il problema vero è quindi legato non solo alla “quantità” degli alimenti ingeriti ma anche alla “qualità” degli stessi, così come alla loro distribuzione nell’arco della giornata.

    Tutto questo deve far riflettere tutti i genitori, non solo quelli i cui figli sono in sovrappeso o obesi.
    Quali accorgimenti seguire per abituare i ragazzi ad alimentarsi correttamente?
    Per prima cosa è importante suddividere la giornata alimentare in cinque pasti giornalieri: colazione – spuntino – pranzo – merenda – cena. Questo serve a garantire una corretta distribuzione dell’apporto calorico e, soprattutto, a non arrivare ai pasti principali troppo “affamati” e voraci.
    La colazione è un momento importante perché l’organismo – a digiuno da tante ore – ha bisogno di “ricaricarsi” per affrontare la giornata con la giusta energia: latte e biscotti accompagnati da un frutto o da una spremuta di arance forniscono il giusto apporto calorico.
    Gli “spuntini” e la merenda devono essere costituiti il meno possibile da “merendine”, da “pizzette” o da prodotti conservati o confezionati in genere: meglio qualcosa di fresco come un frutto e uno yogurt (attenzione: il più naturale possibile) o un piccolo panino (non “condito da salse” come maionese o ketchup) a seconda dei gusti personali del bimbo.
    I pasti principali devono essere ben bilanciati: pasta condita con pomodoro (non più di una volta al giorno e preferibilmente a pranzo), carne o pesce (abituiamoli fin da piccoli a consumarlo: il pesce è ricco di fosforo e di oligoelementi importanti per la crescita) ma, soprattutto, non dimenticare frutta e verdura che sono ricche di sali minerali, vitamine e fibre.

    Altrettanto importante è scegliere prodotti di stagione e il più possibile freschi: le mamme combattono contro il tempo ogni giorno, ma provare ad organizzarsi in anticipo permetterà di offrire ai loro piccoli una alimentazione migliore.
    Il burro deve essere utilizzato il meno possibile, mentre l’olio di oliva (meglio crudo) deve essere preferito come condimento dal momento che è ricco di grassi insaturi benefici per l’organismo.
    Ridurre al minimo i cibi fritti o eccessivamente conditi così come il consumo di dolci e di bibite gassate e zuccherate (riserviamoli ai giorni di festa!) è altrettanto importante.

    Un altro problema è rappresentato allergie e dalle intolleranze alimentari che, soprattutto nei bambini, risultano sempre più diffuse.
    Le cause di questo fenomeno non sono ancora del tutto chiarite ma l’’aumento del consumo di cibi raffinati, l’inquinamento ambientale e l’esposizione al fumo passivo e ad altre sostanze pro-infiammatorie (come ad esempio prodotti spray per la pulizia della casa), l’aumento dell’età dello svezzamento, contribuiscono a ridurre le capacità di difesa della barriera intestinale e di conseguenza aumentano il rischio di allergie ed intolleranze alimentari.
    Una alimentazione varia (per esempio abituarsi a “ruotare” i vari tipi di cereali – orzo, farro, kamut – e a sostituire qualche volta il latte vaccino con latti vegetali come quelli di soia o di avena) non potrà che proteggere l’organismo e garantire una salute migliore.

    Importante infine abituare i bimbi ad una sana e continuativa attività fisica: uno sport come il nuoto praticato almeno due volte a settimana favorirà il buon funzionamento del metabolismo e l’armonioso sviluppo dell’organismo.

    Dr. Stefania Sartoris – Farmacista specializzata in Nutrizione

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