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Redazione Guidabimbi

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Approfondimenti

I granitici proverbi dei grandi e le smentite dei piccoletti

I bambini ce lo suggeriscono e ce lo dimostrano: non sempre le pillole di saggezza dicono la verità

I proverbi sono sedimentate costruzioni dell’assennatezza popolare. Giusti e spesso arguti, definiscono e liquidano in una battuta parecchi nodi dell’umana esistenza. Ma siamo poi sicuri di scorgere in loro i vessilliferi del buonsenso? Come spesso accade, i bimbi possono dare un bello scossone alle nostre convinzioni di adulti e quindi anche famosi proverbi cadono sotto le loro innocenti bordate. Ecco qualche simpatico esempio degli infantili, meravigliosi sovvertimenti dell’“ordine costituito” creato da noi, ex bambini.

Gallina vecchia fa buon brodo
Cominciamo con la confutazione di un classico: chi ci assicura che l’esperienza sia poi così indispensabile? In tanti casi la genuinità di chi ha meno di dieci anni non è forse meglio?

Paese che vai, usanza che trovi
E invece no. Mettete insieme due bimbetti nati agli antipodi e noterete subito l’intrecciarsi, tra loro, di una solida relazione. E non solo per correre dietro a una palla.

L’uomo propone e Dio dispone
Non per essere blasfemi, ma… è sempre un mocciosetto che “dispone”!

Una testa savia ha la bocca chiusa
Provare per credere: quante volte siamo stati spiazzati, chi più chi meno, dalle incontestabili verità sparate con disarmante candore da una boccuccia ancora piena di denti da latte…

Meglio soli che male accompagnati
Poca brigata vita beata
Beata solitudine, sola beatitudine
Offerta speciale: tre al prezzo di uno. Di sicuro abbiamo già osservato mandrie di marmocchi fare i diavoletti a quattro nei parchi. Ebbene: vi sembra che da soli sarebbero stati meglio?

Il lavoro nobilita l’uomo
Nossignori. Fermatevi una mattina all’asilo nido: è il gioco che fa diventare re.

Quel che è fatto è reso
I frugoletti danno, ricevono o non ricevono, ma in genere non si aspettano nulla, né covano a lungo le vendette. Dopo un torto subìto basta un cartone animato in tivù, un gelato alla fragola o una mosca che vola, e riescono in un amen a resettare la loro meravigliosa mini-mente.

Le donne hanno i capelli lunghi e i cervelli corti
Proviamo a entrare nelle aule delle scuole e chiediamo chi è il primo della classe. La maggior parte dei genietti che si alzerà in piedi apparterrà di sicuro al sesso femminile.

Il tempo è denaro
Se esiste un’età fortunata in cui il tempo scorre con il corretto e piacevole ritmo, ebbene è proprio quella dell’infanzia, per non parlare poi della splendida mancanza in essa del dio quattrino.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei
Al di là delle tante paure dei loro sospettosi genitori, i fanciulli sanno già di default cos’è la vera accoglienza e, soprattutto, come si mette in pratica. Ne avete mai visto uno chiedere la carta d’identità al nuovo compagno di giochi?

Quando c’è la salute c’è tutto
Falso. Purtroppo tanti casi drammatici ce lo insegnano: per i giovani virgulti la salute non è la cosa più importante. Sono i genitori.

Chi scherza col fuoco si brucia
Secondo quest’adagio sarebbe meglio evitare di correre rischi inutili, però soltanto le incoscienze di quelli che, oltre a dover fare ancora le medie, ignorano i pericoli dei tanti “fuochi”, contribuiscono a formare intelligenze mature e coraggiose.

Tale padre, tale figlio
Difficile, perché nel bene (urrà…) oppure nel male (ahi ahi…), i nostri piccoli eredi sono sempre diversi da noi genitori.

Bisogna fare buon viso a cattivo gioco
Nella nostra epoca il politically correct, oltre a tutto il resto, impone di rassegnarsi alle avversità per non “disturbare” il prossimo. Allora ben venga la mancanza d’ipocrisia da parte di quei birichini che, quando qualcosa gli gira storto, gridano, piangono e battono i piedi.

Col nulla non si fa nulla
Provate a comprare dei regali sofisticati per i vostri pargoli, poi li vedrete divertirsi per ore e ore con i loro semplici imballaggi.

Neanche il cane muove la coda per niente
Però gli esserini alti un soldo di cacio scodinzolano, eccome, per un’attenzione inattesa, un accenno di gesto affettuoso, un semplice sguardo, un’increspatura di sorriso.

Un padre campa cento figli, ma cento figli non campano un padre
Questa massima poi, pare proprio inattaccabile. Malgrado ciò bisogna considerare un presupposto: è vero, spesso un padre (o ancor di più, una madre) è disposto a sacrificarsi per i figli, ma in fondo questo avviene solo perché la vocina melodiosa di un qualsiasi discolo lo spinge a farlo. E gli stimoli forniti da questo qualsiasi discoletto avanzerebbero per altri novantanove genitori!

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