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Ipertesi e obesi, aumenta il rischio in età pediatrica

L’uso eccessivo di sale, il poco controllo nutrizionale e la sedentarietà sono i fattori a rischio: ecco perché rivolgersi a un centro professionale specializzato in nutrizione

I dati ufficiali sull’incremento dei fattori di rischio metabolico legati alla errata condotta nutrizionale fin dalla giovane età sono noti da tempo, e coinvolgono molti dei paesi occidentali; sovrappeso e obesità, alterazione del profilo lipidico, tendenza iperglicemica ed ipertensiva sono indici di rischio in continuo aumento tra i giovani di mezzo mondo.

Un recente studio pubblicato su Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases (Nutr Metab Cardiovasc Dis 2015 Jun; 25(6):602-7) ha esaminato la prevalenza di ipertensione e obesità in Italia su un campione di studenti di età compresa tra 6 e 17 anni; dopo aver registrato le abitudini alimentari familiari e la presenza o meno di attività fisica, tra i 2007 soggetti osservati (maschi e femmine) è risultata una prevalenza di casi di ipertensione (6,2%) al Nord, mentre al Sud il 27,2% dei ragazzi risultata in sovrappeso, con un tasso di obesità che sfiorava il 7%.

Ricordiamo che la tendenza al sovrappeso rappresenta comunque un indice di rischio per sviluppare stati ipertensivi, amplificando così il danno metabolico presente.

Mentre l’ipertensione al Nord potrebbe esser spiegata dall’utilizzo eccessivo di sale e prodotti salati, al Sud la tendenza al sovrappeso pare allineata ad un modello alimentare familiare poco propenso al controllo nutrizionale ed alla prevalenza di sedentarietà, meno presente al Nord.

Questi dati confermano che l’allarme suscitato dalla presenza di fattori di rischio cardiovascolare e metabolico in giovane età è più che giustificato e necessita di un intervento efficace non più procrastinabile, soprattutto a livello familiare.

L’applicazione di un modello alimentare a basso impatto infiammatorio e adattato alla costituzione individuale del soggetto ed alle esigenze della famiglia sembra l’unica via percorribile per ridurre l’incidenza di giovani individui destinati altrimenti a convivere, nella migliore delle ipotesi, con una medicalizzazione certa.

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