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Cosa sapere su affettività e alimentazione infantile

I consigli di Irene Prandi sullo stretto rapporto che lega l’affettività all’alimentazione, soprattutto quando si tratta di bambini molto piccoli

“Anche se particolarmente evidente nella prima infanzia, il comportamento di attaccamento caratterizza l’essere umano dalla culla alla tomba.” (J. Bowlby)

È intorno allatto della nutrizione che si forma la prima relazione significativa del bambino che getta le basi per la formazione della sua autonomia, autostima e identità: la relazione madre – bambino.

Questa relazione evolve e continua per tutto l’arco di vita ed uno dei suoi monenti fondamentali ruota intorno all’alimentazione.

Ma perché è così importante l’affettività quando si parla di alimentazione infantile?

  • La relazione. Il tempo costruttivo trascorso insieme aiuterà a rafforzare il rapporto relazionale – emotivo con il bambino. Potrete conoscerlo e vedere tutte le fasi del suo sviluppo: la bellezza delle cose scoperte, il loro carattere, i loro sogni, la loro visione del Mondo. E lui conoscerà voi: quindi parlate insieme a lui/lei sollecitando il dialogo. In particolare per i bambini più piccoli, potete raccontare una storia inventata mentre cucinate un piatto, mentre costruite un gioco ecc…
  • Autostima. Come genitore dovrebbe essere uno degli obiettivi principali: promuovere l’autostima e l’autonomia del bambino/a.
  • Un bambino incoraggiato a far da solo crescerà sviluppando una stima di sé che gli permetterà di affrontare il Mondo da solo. E’ un processo graduale e deve essere tarato per età e costante nel tempo. Avendo la certezza che voi siete una base sicura (con il vostro Esserci), premiatelo anche solo verbalmente o con un abbraccio per ogni suo risultato per quanto possa essere imperfetto. Attenzione, però, a non dare compiti troppo difficili per la sua età poiché questo potrebbe causare sentimenti di frustrazione e inadeguatezza.
  • Ti voglio bene. Proprio così, il bambino percepisce l’attenzione e l’amore che mettiamo nell’accudirlo e nell’educarlo. Passare del tempo insieme comunicherà al bambino “ti voglio bene!” e aggiungerei “ti voglio bene per come sei, perché sei proprio tu!”.

Nel caso avessimo più figli e in particolare di età molto diverse, le attività da svolgere insieme non potranno essere le stesse per tutti i figli. O meglio, ci possono essere momenti condivisi e momenti speciali dedicati perché ogni persona è diversa con esigenze diverse. Non fate l’errore, anche se in buona fede, di concentrarvi sempre sul bimbo più piccolo. Probabilmente avrà bisogno di più cure ma non cadete nella trappola: “essendo più grande se la può cavare da solo”. Una cosa è promuovere l’autonomia e un’altra instillare la paura dell’abbandono.

Viviamo i nostri i figli in modo unico e speciale con del tempo condiviso di qualità… anche intorno ad una tavola!

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