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Redazione Guidabimbi

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    Pedagogia: chi non spera l’insperabile non lo scoprirà!

    La pedagogia dello straordinario.

    Nello sviluppo della personalità gioca un ruolo fondamentale l’immaginario ed in particolare la possibilità di rapportarsi alla dimensione del fantastico. In ogni età esiste la necessità della “fantasia” sia come rifugio dal quotidiano, sia come luogo ove crearsi uno spazio di gratificazione delle proprie aspettative più profonde. L’”arte” di fantasticare è una delle cose che i bambini apprendono più in fretta; non a caso loro sono particolarmente affascinati da fiabe, storie fantasiose, racconti senza logica ma decisamente stravaganti.

    Il “fantastico” delle fiabe, fondamentale nella fanciullezza, si trasforma in una realtà vissuta nei giochi dei bimbi dando la possibilità di rendere “concrete” situazioni, ma soprattutto ruoli, che contribuiranno a costruire quel tessuto di aspettative che guideranno le scelte dell’individuo durante il corso di tutta la sua vita.

    Ma la fantasia, ingiustamente comunemente vista come prerogativa del fanciullo, ci accompagna perennemente nel nostro percorso di vita: nell’adolescenza è la molla che fa “idealizzare” i personaggi scelti come modelli di riferimento e porta a sostenere con grande forza (a volte anche rabbia) quelle utopie che l’adulto guarda con sorriso (“crescendo vedrai…”)

    Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada” Eraclito (filosofo greco presocratico che visse tra il 500 e il 400 a.C.). Neppure l’adulto è indenne dal “fantastico”, ogni attività ricreativa è intrisa di immaginario, dalla lettura allo spettacolo, ma tutta l’arte (visiva, musicale, espressiva..) è una espressione della peculiarità umana dell’immaginazione. L’uomo, anche il più  razionale, non può fare a meno del “fantastico”  per tutta la sua vita. La fantasia infatti è perfino il luogo di “fuga” dalla situazione di logorio financo a diventare lo strumento di sopravvivenza da eventi traumatici che creano uno stress patologico (Freud, MacDonald e altri).

    Nel “fantastico”  gioca un ruolo fondamentale lo “straordinario” , fino ad esserne spesso sinonimo.

    Lo stra-ordinario, proprio perché oltre l’ordinario, il normale, l’usuale, è mitizzato fino all’assunzione più o meno conscia a modello di riferimento per la vita dell’individuo. Così è stra-ordinario  il campione sportivo, lo scrittore di best seller, la star della società…, ogni persona, evento, azione oltre la “normalità” ha insito il fascino del “fantastico” e quindi una forte valenza ad essere assunto a modello di riferimento.

    Di qui l’importanza della pedagogia dello “straordinario”  per la crescita dell’individuo in tutto il corso della sua vita: da fanciullo per la creazione della propria personalità, da adolescente per la costruzione di ideali a guida delle proprie scelte, da adulto per la soddisfazione del bisogno di ricreazione (ma anche per la creatività nelle proprie attività)… ed ognuna di queste funzioni, pur tipiche di alcune età, accompagnano costantemente l’individuo nel suo percorso di vita. Colui che si avvicina allo stra-ordinario realizzando in prima persona ciò che nell’immaginario è ritenuto “impossibile” e/o riservato a pochi, acquisisce una maggiore sicurezza di sè nel rapportarsi agli altri ed ha occasione di sperimentare nuove e differenti immagini del proprio io, aiutandolo in quella difficile ricerca del progetto di sè che ha notevole importanza nella costruzione e conferma della propria personalità, soprattutto nella fanciullezza e  nell’adolescenza. Il giovane, soprattutto in età adolescenziale, sente crescere in sé una grande energia e diverse potenzialità fisiche, intelletive, affettive …. effetto naturale dello sviluppo; nel contempo cresce fortemente il desiderio di affermazione sociale nei confronti dei pari: tutto questo sollecita una forte spinta a “sperimentare il limite per mostrarsi”, situazione che accentua fortemente il desiderio di “trasgressione delle regole”. L’equilibrismo di una impennata col motorino soddisfa nel contempo il gusto del proibito, il piacere di riuscita in una “performance straordinaria”, il desiderio di ammirazione dal proprio gruppo, e di disapprovazione dei “matusa” (condizione che rinforza la propria affermazione tra i pari)

    Ma questi desideri, tipici dell’adolescenza, sono perennemente presenti nell’animo umano, pur se più o meno consci e spesso pubblicamente sconfessati, ma ammirati nell’intimo.

    La pedagogia dello “straordinario”  può incanalare queste pulsioni naturali in una crescita consapevole della propria personalità, ma anche e soprattutto nella sperimentazione dei propri limiti.

    Lo sport avventura e l’attività circense sono esempi di stra-ordinario  per antonomasia e per questo contenuti peculiari di una efficace pedagogia dello “straordinario”

    Da queste attività, con insiti i loro contenuti di “azzardo”, alla coscienza del rischio il passaggio è abbastanza agevole se correttamente guidato da esperti che sapranno far sperimentare ai partecipanti il “pericolo” dal punto di vista emozionale, naturalmente in condizioni di sicurezza reale.

    Inoltre “mettersi in scena” (ovviamente in situazioni “addomesticate”) aiuta a vincere timidezze ed insicurezze che talvolta riducono le capacità personali di “presentarsi”, sostenendo così una crescita personale che aiuti a meglio esprimersi.

    L’arte non ci insegna nulla, salvo il significato della vita.” Henry Miller
    “La fantasia è più importante della conoscenza.” Albert Einstein

    A cura del Prof. Italo Fazio
    (Docente di Scienze Motorie Università di Torino)

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