Consigli per famiglie

Redazione Guidabimbi

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    Consigli per aiutare i nostri figli a respirare aria più pulita

    Alcune riflessioni e raccomandazioni per ridurre l'esposizione dei bambini all' inquinamento dell'aria.

    Difficile trovare un angolo del Pianeta Terra dove poter respirare un’aria pura come la immaginiamo, ma in questo ambiente viviamo immersi, appestato ovunque da sostanze chimiche sempre nuove, con cui quotidianamente entriamo in contatto in maniera inconsapevole, non senza effetti collaterali.

    Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanit. (OMS), 1/3 delle cause globali di malattia è rappresentato da fattori ambientali, e ben il 40% di esse grava sulle spalle dei bambini al di sotto dei 5 anni, che rappresentano circa il 12% della popolazione.
    Ciò che impressiona maggiormente, però, è il pensiero che l’aria possa rappresentare una fonte di malattia, forse per la sua inconsistenza e per l’idea di elemento immateriale che ne abbiamo.

    Eppure basta fare qualche riflessione:
    ♦ Un neonato consuma grandi quantitá di ossigeno, perchè ha un’attività cellulare assai rapida;
    ♦ Il suo organismo é in fase di crescita veloce e continua, e gli organi hanno bisogno di tempo per mettere a punto il loro sviluppo e funzionamento, secondo tappe delicate e soggette all’azione negativa di agenti esterni; il periodo cruciale per lo sviluppo polmonare, per esempio, è compreso tra la nascita e i 6-7 anni, ma si perfeziona fino ai 18 anni; il sistema immunitario è immaturo;
    ♦ I piccoli abitualmente giocano, si muovono e pertanto respirano in prossimità del suolo, su cui le micropolveri si depositano e si spostano con facilità, venendo inalate; hanno inoltre un bisogno di aria tre volte superiore a quello degli adulti nel primo anno di vita.

    Non è difficile immaginare le conseguenze a breve e a lungo termine di questo stato di cose: proprio l’OMS ha evidenziato la stretta relazione tra inquinamento atmosferico e basso peso alla nascita, oltre a possibili danni genetici per passaggio placentare
    di micropolveri, incremento della mortalità neonatale e infantile da cause respiratorie collegate, anomalie dello sviluppo polmonare e della funzione respiratoria, aumento consistente di infezioni (bronchiti, polmoniti), asma, tosse reattiva, allergie, con ovvio intensificarsi dei ricoveri ospedalieri e dell’uso di farmaci.
    Livelli elevati di polveri sottili inquinanti causano inoltre aumento dei tumori nel primo anno di vita e, in età infantile, riduzione delle funzioni cognitive e della memoria, secondo uno studio recente.
    Ci vogliamo aggiungere anche il fumo di sigaretta, se mamma e/o papà hanno questa abitudine?
    Allora aspettiamoci un ulteriore peggioramento dei dati fin qui esposti… Che fare, dunque?
    Una pubblicazione curata dall’Associazione Culturale Pediatri offre qualche consiglio per ridurre l’esposizione dei bambini agli inquinanti dell’aria:
    ◊ Usare di più i mezzi pubblici e la bicicletta.
    ◊ Camminare di più a piedi con i bambini scegliendo orari e luoghi di minor traffico.
    ◊ Andare a scuola in modo autonomo: “pedibus”, piste ciclabili, percorsi controllati e chiusi al traffico in vicinanza delle scuole.
    ◊ Evitare di svolgere attività fisica all’aperto nelle ore più calde in estate e nelle ore piu’ fredde in inverno.
    ◊ Collaborare con gli enti preposti perchè il piano traffico tenga conto delle esigenze dei bambini.
    ◊ Scegliere l’auto nuova tra quelle che più rispettano l’ambiente, tenere conto che chi usa l’auto inala parte delle proprie emissioni.
    ◊ Preferire parcheggi sotterranei, non sostare con il motore acceso.
    ◊ Costruire scuole e case lontano da zone di traffico intenso e/o con molte fabbriche.

    A cura di Franca Fronte -Ostetrica libera professionista

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