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Intolleranze e allergie alimentari: cosa sono e come riconoscerle

Parliamo di problemi di alimentazione: che differerenza c’è tra intolleranze e allergie alimentari

Intolleranze ed allergie alimentari sono disturbi definiti “reazioni avverse al cibo”,  cioè condizioni che determinano una sofferenza dell’organismo a seguito dell’ingestione di un determinato alimento.

Cosa sono le allergie e in particolare quelle da alimentazione

Si definisce allergia alimentare la reazione del sistema immunitario scatenata dall’assunzione di un particolare alimento riconosciuto dannoso dall’organismo. L’ingestione di tale cibo in un soggetto predisposto provoca, in brevissimo tempo, reazioni di varia gravità e con sintomatologia  diversa, che può riguardare l’ apparato gastroenterico (manifestandosi con diarrea e dolori addominali), quello respiratorio (attraverso crisi asmatiche o congestione nasale) oppure la cute (comparsa di orticaria o eczema).

Cosa si intende per intolleranza alimentare

L’intolleranza alimentare, invece, induce reazioni che non coinvolgono il sistema immunitario, e dà sintomi più lievi e ritardati rispetto all’assunzione dell’alimento responsabile. Le cause scatenanti sono diverse e da ricercarsi in difetti metabolici, sostanze tossiche contenute nell’alimento (es. additivi, conservanti, inquinanti ambientali, sostanze chimiche agro-alimentari di vario genere) o assunzione di farmaci, tutti fattori che influiscono sulla flora batterica intestinale e che si riflettono su tutto l’organismo. L’intestino perde, così, la sua naturale capacità filtrante, permettendo quindi il passaggio nel sangue di sostanze non correttamente digerite; l’organismo, di conseguenza, genera tossine che danno origine ad una sorta di lento “avvelenamento”, che è la causa di diversi disturbi. A differenza dei sintomi provocati dalle allergie, quelli delle intolleranze alimentari si presentano a distanza di alcune ore o anche giorni dall’ingestione dell’alimento responsabile.

È difficile ottenere una corretta diagnosi sebbene in Italia sempre più immunologhi trattino questo problema attraverso test specifici. Una volta accertata la presenza di una qualche intolleranza alimentare l’unica soluzione è la dietoterapia, che può consistere nell’esclusione, rotazione e reintegrazione dell’alimento incriminato.

Le allergie alimentari sono, tuttavia, più frequenti nei bambini che negli adulti, ma meno frequenti delle intolleranze, ed in molti casi tendono a regredire con l’età.

Chi soffre maggiormente di allergie alimentari?

I cibi più allergizzanti per gli infanti sono: latte vaccino, uova, grano, noci, nocciole, arachidi.
Il 5% dei bambini sotto i due anni di età ne soffre, ma essendoci spesso una risoluzione spontanea graduale del problema dai due anni di vita in poi, verso i 10 anni la percentuale di bambini allergici è sovrapponibile a quella degli adulti. Si risolve soprattutto l’allergia al latte e derivati, mentre può persistere quella per la frutta, come tendono ad emergere sempre nuove allergie, tipo quelle alle arachidi e alla frutta secca con guscio in genere, in rapporto al maggior consumo di quest’ultima contenuta spessissimo in dolciumi e merendine preconfezionate.

Quali sono le intolleranze alimentari più frequenti nei bambini?

Nell’ambito delle intolleranze alimentari, invece, tra le più frequenti vi sono quella al lattosio, che è causata da una carenza di lattasi, l’enzima digestivo che scompone lo zucchero del latte, e quella al glutine, conosciuta come celiachia. Quest’ultima, più complessa, colpisce un soggetto ogni 100 persone ed ha una base autoimmune. In pratica l’organismo, all’introduzione del glutine (frazione proteica di cereali quali frumento, orzo, farro, segale e avena) reagisce producendo anticorpi contro se stesso: ne deriva un processo infiammatorio che va a distruggere la superficie dell’intestino con conseguente malassorbimento di tutti i nutrienti. Nel bambino i sintomi sono l’arresto o il ritardo della crescita e disturbi gastrointestinali (addome gonfio, flatulenza, diarrea), mentre nell’adulto si può manifestare in forme più silenti o atipiche (cefalea, astenia, anemia, alterazioni del ciclo mestruale nelle donne, dermatite, aftosi del cavo orale). La diagnosi di celiachia è semplice: è disponibile un test di laboratorio su un prelievo ematico specifico seguito da gastroscopia. La terapia consiste in una dieta rigorosamente senza glutine per tutta la vita.

A cura di Monica Manuguerra – Nutrizionistra (titolare di Glutì)

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