Letture

Nonno Manlio

Condividi con

RICHIEDI INFORMAZIONI AL FORNITORE

Leggi il codice di verifica
captcha
Inserisci il codice di verifica

Approfondimenti

Episodio 10: gli scarponi di nonno Michele, detto “Miclass”

Quel sabato sera al Teatro Paperotti nonno Manlio raccontò una vicenda molto vecchia, capitata al nonno di un nonno quando era bambino. La storia dice che il bullismo a scuola è sempre esistito, ma per fortuna sono sempre esistiti anche i bravi insegnanti e i bravi genitori che sanno come fare per farlo finire.

Quella volta al Paperotti nonno Manlio raccontò una storia successa tanti, tanti anni prima al nonno di nonno Carlo, che si chiamava Michele, ma che tutti chiamavano Miclàss perché era grande e grosso, ma non troppo intelligente.

Miclass però era molto buono, anche se era sempre sporco e puzzava un po’ perché era figlio di contadini poverissimi e doveva aiutare il padre nei campi e nella stalla con le pecore.

Abitavano in collina, e a Miclass toccava fare cinque chilometri a piedi ogni mattina per andare a scuola in paese, e altrettanti alla sera per tornare. Per non rovinare gli scarponi (ne aveva solo un paio) Miclass, che per casa e nei campi camminava sempre a piedi nudi, andava scalzo anche a scuola. Però, siccome si vergognava ad arrivare in classe scalzo, nascondeva gli scarponi nel tronco di un albero cavo, in mezzo al bosco, un po’ prima della scuola. Ogni mattina, arrivato lì, si lavava i piedi alla meglio nel ruscello vicino, metteva gli scarponi e correva a scuola.

I compagni di classe di Miclass però erano maligni. Già lo prendevano sempre in giro perché era credulone e puzzava. Ma una volta vollero fargli uno scherzo più cattivo. Lo convinsero che nel bosco c’era il lupo, finché lui si spaventò. Poi lo seguirono a distanza, con l’intenzione di ululare e farlo scappare. Fu così che lo videro da lontano togliersi gli scarponi e infilarli nell’albero. Che occasione! Lasciarono che sparisse, e li rubarono.

Il mattino dopo il povero Miclass non li trovò. Pensò a un ladro, ma era tardi, e si rassegnò a entrare in classe scalzo. I compagni lo derisero fino a farlo piangere, poi gli ridettero gli scarponi fra mille beffe.

Alla maestra tutto ciò non piacque. La sera, finite le lezioni, ordinò a tutti i bambini meno Miclass di levarsi le scarpe e dargliele. Poi le chiuse a chiave nell’armadio a muro, e disse agli alunni: “Tornate pure a casa scalzi, le vostre scarpe le ridarò a un vostro genitore quando verrà qui a reclamarle”. Inutile dire che i genitori vennero, e sentendo la storia dello scherzo diedero una bella dose di scapaccioni ai figli, che da quel giorno non presero mai più in giro il loro compagno. Anzi, il farmacista del paese, uomo buono, volle regalare un altro paio di scarpe a Miclass perché perdonasse suo figlio, così il bambino poté smettere di andare scalzo per i campi.

Entrare
a far parte del
mondo
Guidabimbi
è facile!

Sono un fornitore

VUOI PROMUOVERE LA TUA ATTIVITÀ?

Scopri come con Guidabimbi

Siamo una famiglia

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER