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Nonno Manlio

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Episodio 28: nonna Plapla e la capra ingorda

Entra in scena un’altra nonna, al Paperotti. Stavolta nonno Manlio racconta una storia capitata alla sua consuocera nonna Claudia (detta Plapla) da bambina. La protagonista è una capretta golosa, che dopo aver assaggiato il lardo segue chi glie lo aveva dato dagli alpeggi fino a valle. Tutto da ridere!

Quella sera al Paperotti nonno Manlio volle raccontare una curiosa storia vissuta da bambina da nonna Claudia, detta Plapla, la sua consuocera.

Plapla da piccina andava in vacanza a Chamons, in Val Chisone, sotto Fenestrelle. Un giorno con la mamma e lo zio Paolo erano andati a fare una gita in alto, sopra il paese, e si erano portati le vivande per fare un pic-nic nei boschi. Arrivarono, scelsero un bel prato dove pascolava un gregge di caprette, dlin dlin, e si misero a mangiare.

Fra le vivande, zio Paolo aveva portato un grande pezzo di lardo salato, che venne subito affettato e finì presto. Finì tutta la parte mangiabile, voglio dire, non la cotenna, che è secca e dura. La mamma di Plapla allora la diede a una capretta, che nel frattempo si era avvicinata. Non l’avesse mai fatto! Le capre, si sa, mangiano di tutto, anche la carta, ma soprattutto adorano il sale. Figurati come piacque a quella capra il succulento pezzo di cotenna salata con resti di lardo attaccato. Lo masticò tutto, poi restò lì a guardarli. Evidentemente ne voleva ancora, ma purtroppo era finito.

Il bello è che quando ripartirono per tornare a casa, lei li seguì. Non li mollava. Lasciò il suo gregge e si mise a tallonare il gruppetto dei villeggianti giù per il sentiero. Loro provarono ad accelerare per seminarla, ma invano: correva anche lei, col suo dlin dlin. Stava un po’ distante, ma non mollava.

Ad una curva zio Paolo vide una piccola caverna sotto un sasso, a valle del sentiero: “Nascondiamoci là sotto, vedrete che la capra, non vedendoci più, tornerà indietro”. Si strinsero tutti là sotto per un bel po’ finché, non sentendo più il campanellino, pensarono che la capra se ne fosse tornata su al gregge. Invece lei era ferma lì sopra, coi piedi sopra il masso, che aspettava.

Ricominciò a seguirli. Loro, a questo punto, cominciavano a preoccuparsi. Temevano di essere accusati di averla rubata, e comunque non avrebbero saputo a chi lasciarla, una volta tornati in paese. Per fortuna alle prime case incrociarono il pastore del gregge, che era sceso per commissioni e la riconobbe: “Cosa fai tu qui?”. Quando zio Paolo spiegò la storia del lardo, l’uomo rise, le diede un po’ di sale e lei lo seguì su al gregge. “Meno male – commentò argutamente zio Paolo – che al lardo va la gatta e ci lascia lo zampino. La capra ci lascerebbe anche le corna!”.

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