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Nonno Manlio

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Episodio 11: nonno Mario e il formaggio sparito

Giallo al Paperotti. Nonno Manlio racconta una storia successa tanti anni fa ad Alba, un pezzo di formaggio sparito, un cane accusato e scagionato, una mamma poliziotta e tre bambini sospettati. La bravura di Nonna Stefanina risolverà tutto, e il piccolo ladruncolo, scoperto, avrà il giusto castigo.

Quella sera al Paperotti nonno Manlio raccontò una storia capitata a nonno Mario da bambino.

Nonno Mario aveva due fratellini, Luigi appena più grande di lui e Guido appena più piccolo. Abitavano tutti e tre coi genitori ad Alba, una bella e antica cittadina del basso Piemonte, famosa per i vini ed i tartufi.

Un giorno, quando i tre fratellini avevano intorno ai dieci anni, sparì dalla cucina un bel pezzo di formaggio che la mamma aveva comprato al mercato. La famiglia di Mario non era povera, ma neanche ricca. Dovevano badare alla lira per arrivare a fine mese, e un pezzo di formaggio sparito aveva la sua importanza, senza contare il brutto gesto di rubarlo. Perché di quello mamma Stefanina era sicura: nessuno era entrato in casa a far sparire il cacio, neanche il cane poteva averlo preso perché lei lo aveva messo al sicuro nella credenza.  Era stato di sicuro uno dei suoi tre marmocchi.

Li interrogò a lungo, ma non ci fu verso: i piccoli negavano ostinatamente. Uno di loro mentiva, ma era impossibile scoprire chi. Mamma Nina allora fece un ultimo tentativo: mise i bambini tutti e tre in fila in piedi contro il muro, lì guardò ben bene negli occhi e disse: “Fate pure come volete. Se volete dire bugie e coprirvi le spalle uno con l’altro farete un peccato, e ve la vedrete col parroco in confessionale. Io tanto so già chi è stato, ed è anche uno sporcaccione, perché insieme al formaggio si è mangiato anche la crosta su cui avevano camminato su e giù i topi della cantina”.

La pressione psicologica di un giudizio dispregiativo dato dalla mamma davanti ai fratelli fu più efficace della ben più grave accusa di furto. Nel sentirsi dare dello sporcaccione Guido, il fratellino più piccolo, non resse la tensione. Già pentito di aver dato un dispiacere alla mamma con un atto di golosità che forse non riteneva così importante, crollò: “non è vero che ho mangiato la crosta – piagnucolò – l’ho data al cane!”. Il ladruncolo era caduto nella trappola. Inutile dire che ricevette la giusta punizione per il suo furtarello e per la sua ostinazione nel mentire. Ma quella che trionfò davvero fu l’astuzia di mamma Nina. A volte le mamme sono più brave psicologhe di tanti poliziotti.

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