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Nonno Manlio

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    Episodio 15: la vittoria a carte di nonno Michi

    Serata di commozione al Paperotti. Nonno Manlio racconta la dolce storia del piccolo Michi che giocando a carte con la nonna aveva barato contro se stesso per farla vincere. Lei aveva capito, e davanti alla sensibilità del nipote si era commossa fino alle lacrime. Quando l’amore di nonni e nipoti si toccano, scoccano scintille di luce

    Quella sera al Paperotti nonno Manlio raccontò una bella storia capitata a nonno Michi da ragazzino.

    Quando andava a trovare i suoi nonni paterni, Michi veniva talvolta ‘costretto’ a giocare a carte con loro, che amavano quel gioco ma non avevano molte occasioni per praticarlo. A lui non piaceva tanto dover star seduto per ore al tavolo: aveva dodici anni e l’argento vivo addosso, preferiva fare il tiro a segno in cortile con la cerbottana, o aiutare Mocio, il gatto di casa, a cacciare le farfalle, o ancora frugare nei vecchi bauli del solaio, così affascinanti e misteriosi. Ma siccome amava molto i nonni, pur di far loro un piacere accettava di giocare a carte, imitando perfino il gergo e i gesti dei veri giocatori, comprese le colorite (entro i limiti consentiti) imprecazioni.

    Più avanti, da adulto, quelle ore passate al tavolo coi nonni erano diventate un tenero ricordo: era contento in cuor suo di aver dato loro quella soddisfazione, adesso che non c’erano più. Si ricordava particolarmente di un episodio dolcissimo.

    Una sera nonna Dina, giocando come sempre a “Marché ‘l re”, era stata particolarmente sfortunata, e Michi, vedendola contrariata, aveva deciso di farla vincere. Purtroppo giocar male non era bastato, e allora lui si era messo a barare contro se stesso. Alla fine ce l’aveva fatta, e nonna Dina aveva vinto la lunga e combattuta partita.

    Ma mentre lei radunava le carte per rimetterle nel cassetto, Michi aveva visto che aveva gli occhi lucidi, e sulla gota piena di rughe le scendeva, piano, una lacrima. Intuì in quell’istante che era successa una cosa grande, una cosa che solo tanti anni dopo avrebbe capito a fondo. L’amore di un genitore, di un fratello, di una donna oppure di un amico, erano sì intensi e diversi fra loro, ma l’affetto che un nonno, e solo un nonno, può dare a un nipote è davvero un’altra cosa. Nonna Dina si era accorta delle giocate appositamente maldestre del nipotino per farla vincere. Quell’intento, che le dimostrava la sensibilità e l’affetto di Michi, l’aveva così commossa che non aveva saputo frenare quella lacrima, anche se l’emozione era dovuta forse anche alla sua stanchezza dopo una giornata di fatiche. Ma è proprio da queste piccole cose che trapela il grande mistero dell’amore umano.

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