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Nonno Manlio

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Episodio 5: il bagno inaspettato di nonna Fulvia

Brividi al Teatro Paperotti. Nonno Manlio racconta una storia drammatica: riuscirà il piccolo Gualtiero a salvare la vita alla sorellina? Riflettete, bambini: le disgrazie sono dietro l’angolo. Chi disubbidisce ai genitori va castigato anche se si è comportato da eroe.

Una volta nonno Manlio raccontò una terribile avventura toccata a nonna Fulvia quando da bambina andava con la mamma a passare l’estate a Susa, dove abitavano i prozii.

Vicino a casa loro scorreva un canale con le sponde di cemento che portava l’acqua alla grande ruota di un mulino. Sul bordo di quel canale giocavano molti bambini del paese, ma la mamma di nonna Fulvia aveva proibito a lei, che allora aveva solo cinque anni e a suo fratello Gualtiero, che ne aveva sette, di giocare lì. Perché quel canale era pericoloso, profondo, gelido, con la corrente lenta ma piena di mulinelli. Se ci cadevi dentro potevi annegare e finire trascinato nei denti della ruota.

Purtroppo i bambini disubbidivano, e giocavano lo stesso con delle barchette fatte con assi di cassette. Le mettevano nel canale, le accompagnavano per un po’ camminando sul bordo, poi le ripescavano.

Una volta una barca sfuggì a chi doveva recuperarla. Subito Bruno, che aveva 10 anni, si mise a correre lungo il canale fin dove c’era un ponticello di cemento a mezzo metro dalla superficie dell’acqua. Raggiunto il centro del ponte, si sdraiò sulla pancia con le mani protese verso l’acqua, e quando passò la barca l’agguantò e la recuperò.

Un giorno Fulvia, giocando a mosca cieca con gli amichetti, cadde nel canale. Tutti si misero a gridare: lei non sapeva nuotare, e la corrente la portava via.

Bruno non c’era, ma Gualtiero si ricordò di come lui aveva fatto per la barca. Corse veloce fino al ponte, si sdraiò a pancia in giù, aspettò che Fulvia passasse, la afferrò per i vestiti e la fermò. Però non riusciva a tirarla su perché la sorellina si dibatteva e aveva il vestito inzuppato che pesava. Allora gridò “presto, chiamate qualcuno!”. Dopo un po’ arrivò un uomo che la tirò su appena in tempo: a Gualtiero stavano per mancare le forze. Intanto era accorsa gente.

Tutti si facevano raccontare come era successo, e abbracciavano Gualtiero, l’eroe salvatore, felici che grazie a lui una possibile disgrazia si fosse risolta in un bagno. Anche la mamma di Fulvia e Tiero accorse spaventata. Però, invece di abbracciare i figli, li sgridò per la disobbedienza, li riportò a casa e li mise in castigo. I genitori di una volta erano fatti così.

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