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Nonno Manlio

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    Episodio 17: nonno Manlio e l’aragosta velenosa

    La storia di questa settimana parla di un mostro. In realtà era solo un’aragosta, ma per un bambino piccolo che non ne aveva mai vista una prima era una bestia spaventosa. Figuratevi quando seppe che era anche velenosa…

    Quella sera al Paperotti nonno Manlio raccontò una storia successa proprio a lui quando aveva quattro anni.

    Era a Laigueglia da nonna Nora, e un sabato era arrivato da Milano anche il nonno, per cui alla domenica era previsto il solito pranzone coi vicini delle altre ville, con manicaretti e vini speciali. La nonna con la domestica Rosa era già affannata per i preparativi fin dal giorno prima. Il nonno le aveva chiesto di preparare l’aragosta e lei era andata fino ad Alassio per cercarne in pescheria una bella, naturalmente viva. L’aveva trovata, e grossissima. Grande come un gatto. Era proprio contenta, nonna Nora: il giorno dopo avrebbe fatto in figurone. L’aveva fatta legare e l’aveva messa nella grande sporta di paglia. Tornata a casa, aveva posato la sporta in cucina ed era andata in giardino. Poco dopo, però, l’aragosta, evidentemente legata male, si era liberata, era uscita dalla sporta e aveva cominciato a camminare sul pavimento della cucina.

    Fu in quel momento che entrò il piccolo Manlietto e se la vide davanti. Non aveva mai visto una bestia orrenda come quella. Gli andava incontro mostruosa, soffiava, si muoveva come un ragno e con le antenne gli arrivava fino alla vita. Rimase paralizzato dal terrore e cacciò un urlo tale che la nonna accorse spaventata, pensando fosse successo chissà che. Quando capì, si mise a ridere e consolò il nipotino, spiegandogli che quello era una specie di pesce con le zampe, e che lo avrebbe cucinato agli amici del nonno per il pranzo.

    A Manlio, allora, rimase la curiosità: chissà come doveva essere buono, quella specie di ragno gigante, se i grandi lo mangiavano per festeggiare. Il giorno dopo, quando l’aragosta fu servita, entrò in sala da pranzo (lui e i fratellini avevano già mangiato prima in cucina) e ne chiese una porzione. Ma, per quanto fosse grande, l’aragosta bastava appena per i tanti commensali. Svelta, la nonna disse allora: “Te ne darei volentieri un bel pezzo, Manlietto, ma questo pesce è velenoso per i bambini, lo possono mangiare solo i grandi”.

    Per Manlio, a quattro anni, tutto quello che diceva la nonna era Bibbia, e  si rassegnò. Solo molti anni dopo capì che era stato buggerato. Ma voleva così bene ai nonni che non se ne dispiacque.

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