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Nonno Manlio

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Episodio 31: nonno Betto e i bertavèi

Un’altra avventura di nonno Betto bambino al Paperotti. Di nuovo a pesca nel canale con lo zio Sandro, ma stavolta di notte. Che paura! “Se ci becca il guardiapesca ci mette in prigione” gli dice lo zio per fargli paura, e lui ci crede. Mentre torna a casa da solo, sente un rumore misterioso: il guardiapesca!

Le avventure di nonno Betto da bambino piacciono al pubblico del Paperotti, e così nonno Manlio ne aggiunge un’altra.

L’ambiente è sempre quello: la grande casa a ringhiera di Savigliano con la roggia fuori dal portone. Zio Sandro, lo sapete, era un accanito pescatore, ma anche un bracconiere. Un po’ anarchico e ribelle, riteneva ingiusto il divieto di pesca: i fiumi e le bialere sono di tutti, perché riservarne le trote ai ricchi? Così lui le pescava lo stesso, di sfroso. Di giorno col trucco del ciò rampin di cui avete letto. Di notte coi bertavèi, le nasse. Sono reti cilindriche piombate al cui ingresso c’è una rete a cono col vertice bucato verso l’interno. Il pesce entra per mangiare l’esca, e non riesce più a uscire. I bertavèi li puoi lasciare nell’acqua, i guardiapesca non li vedono, poi torni a tirarli su coi pesci dentro.

Una sera Betto chiese allo zio “mi porti con te, almeno a metterli giù”? Per lui era un’avventura, uscire al buio. “Certo – disse lo zio – ma devi fare pianissimo, se il guardiapesca ci sente ci arresta” Gli diede due stivali alti dei suoi, in cui i piedi del piccolo ballavano, e dovette ripiegarne l’orlo più volte. Sembrava che Betto avesse due ciambelle all’altezza dei ginocchi. Uscirono, misero in acqua i bertavèi, poi zio Sandro si fermò ad aspettare, casomai qualche trota ci entrasse subito. Ma Betto aveva paura, volle tornare a casa. “Vai pure  – disse lo zio – ma fai attenzione al guardiapesca. Se senti un rumore buttati in un cespuglio e aspetta finché sparisce”. Lo diceva per far paura al nipote e rendere la sua avventura più emozionante, ma Betto gli credette.

Mentre camminava verso casa cominciò a sentire un rumore: FR, FR, FR… Si tuffò in un cespuglio: il guardiapesca! Aspettò. Il rumore cessò. Ricominciò a camminare, e di nuovo FR, FR, FR… La casa ormai era vicina, provò a correre, ma FRFRFRFR il rumore riprese, ancora più rapido e udibile.

Arrivò trafelato dal nonno, bianco di paura: “Il guardiapesca! È qui fuori! Mi ha seguito fin sulle scale!” E il nonno: “come fai a sapere che era lui? L’hai visto?” – “No, ma mentre camminavo sentivo FR, FR…” e fece due o tre passi in casa. FR, FR, FR, fecero gli stivali. Erano le due ciambelle che strisciavano una contro l’altra. Il nonno capì e proruppe in una risata, abbracciando il nipote. Anche lui capì e si mise a ridere, ma un po’ vergognoso per la figura da ingenuo che aveva fatto.

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