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Nonno Manlio

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Episodio 18: nonno Lino e il topo sul muretto

Il teatro Paperotti si tinge di rosa: nonno Manlio racconta una tenera e delicata storia d’amore fra due ragazzini, trafitti da Cupido fra topi, galline e mucche.

Quel sabato sera al Paperotti nonno Manlio volle raccontare, cosa insolita, una piccola storia d’amore fra bambini.

Glie l’aveva raccontata nonno Lino. Da piccolo, Lino andava in vacanza con la sorellina in campagna, ospite in una cascina di certi amici di famiglia. Qui i bambini erano felici, mangiavano bene e giocavano tutto il giorno coi figli del fattore ed altri  ragazzini delle case vicine. In particolare a Lino era simpatica Pinuccia, la figlia del fattore, una biondina con le trecce che aveva la sua stessa età.

Anno dopo anno erano diventati ragazzini, e lui aveva scoperto che, rivedendo Pinuccia (che si faceva ogni estate più carina) sentiva un tuffo al cuore. Si appartavano sempre più spesso a parlare e raccontarsi tante cose, stavano bene insieme, si facevano mille piccole cortesie.

Successe tutto una sera, quando i due avevano ormai 13 anni, lui stava cambiando voce e a lei cominciavano ad andar strette le camicette sul petto. Erano seduti come sempre sulla vecchia panca in fondo all’aia, e parlavano sottovoce. Lui vide passare un grosso topo sul muretto tra la stalla e il fienile: “Guarda, Pinuccia, là sul muretto, un topo!”. Lei aveva emesso un gridolino e si era stretta a lui spaventata. Trovandosela fra le braccia, tremante, col viso vicinissimo al suo, lui non aveva resistito e le aveva dato un bacio sulla bocca. Ma si era subito vergognato. Lei lo aveva guardato stupita, senza dire nulla. “Che sciocco sono stato – pensava Lino – adesso sarà arrabbiata e non vorrà più sedersi qui con me”. Invece lei era tornata, ma lo guardava in modo diverso, mentre lui, bloccato dall’emozione, non sapeva cosa fare.

Poi un giorno la mamma di Pinuccia lo prese da parte e gli disse: “Ma che gioco fate tu e Pinuccia in fondo all’aia?”. Lino si sentì morire. Riuscì solo a balbettare, tutto rosso in faccia: “Gioco? Non so… noi parliamo solo…”. E la mamma “Sì, questo lo so, vi vedo, ma da una settimana Pinuccia ogni sera viene prendere un pugno di meliga da dare alle galline. Non l’aveva mai fatto prima. Però ho notato che ne mette anche dei chicchi sul muretto della stalla…”. Lino disse solo “màh, sarà per gli uccellini” e scappò via, col cuore che gli batteva a mille.

Aveva capito. Macché uccellini! Quei chicchi erano per far tornare il topo! Viva i topi, viva tutti i topi del mondo!

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