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Nonno Manlio

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Episodio 7: il sukai di sapone e i tre gelati

Un altro bel racconto di nonno Manlio al Teatro Paperotti. È una storia di quando lui stesso era bambino col fratello maggiore Federico e la sorellina Consolata. Un episodio che ci insegna come, a furia di fare scherzetti e dispetti, finisce che le vittime si vendicano. Come dice il proverbio? Chi la fa l’aspetti!

Una volta nonno Manlio raccontò cosa aveva fatto nonna Consolata da bambina.

Aveva due fratellini di poco più grandi di lei (Federico il primogenito, e Manlio il secondo) che le facevano sempre i dispetti. La chiamavano sempre ‘canarda’ (anatra) e lei si metteva a strillare.

A Usseglio, dove passavano le vacanze, le fecero uno scherzo terribile. Approfittando del fatto che Consolata era golosissima, presero del sapone e lo modellarono a forma di sukai (le deliziose caramelle molli di liquirizia) e lo rotolarono ben bene nello zucchero per nascondere l’odore. Poi si misero a mangiare dei sukai veri davanti alla sorella, che ne volle subito uno. Loro le diedero quello fatto col sapone, e lei lo mise in bocca. Dopo un attimo, finito lo zucchero, lei sentì il gusto di sapone e sputò, ma ormai lo scherzo era riuscito e i due sghignazzavano. Ma venne il giorno della vendetta.

Il Grande Albergo Usseglio aveva le camere posteriori che davano proprio sul giardino della casa dei tre fratelli. Costoro, giocando e vociando dopopranzo disturbavano i clienti dell’hotel, che non riuscivano a fare il sonnellino. Si erano persino lamentati con la padrona, nonna Marietta, che non sapendo come fare aveva pensato di ‘comprare’ il silenzio dei terribili bambini con un gelato. Aveva promesso di dare a ciascuno di loro un bel cono se il giorno dopo avessero fatto silenzio almeno per due ore dopo pranzo. I piccoli ubbidirono.

Il giorno seguente, finito di mangiare, stettero tranquilli per due ore. Quando però Federico e Manlio andarono da nonna Marietta a farsi dare il premio lei si stupì: “I gelati? Ma io li ho già dati tutti e tre a Consolata poco fa”. Così era successo. La monellaccia furba era sgattaiolata fuori casa poco prima dei fratelli, era andata da nonna Marietta a farsi dare i gelati e poi era scappata nel bosco a divorarli tutti e tre. Quando tornò, trionfante, a Federico e Manlio non restò che gridarle “canarda, canarda”, ma lei quella volta rise, non pianse.
Aveva finalmente avuto la sua vendetta.

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