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Nonno Manlio

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Episodio 32: nonna Stefania e Linda, la cavalla curiosa

Questa volta la protagonista della storia è Linda, una cavalla baia incinta che, presa dalla curiosità e dalla golosità è salita fino al primo piano di una casa. Riportarla giù è stata una vera avventura!

Quel sabato sera al Paperotti nonno Manlio raccontò una buffa storia di una cavalla curiosa e golosa.

Era capitata molti anni prima a nonna Stefania da giovane. Stefania  abitava a Castagnito, vicino ad Alba, nel Roero, in una casa di campagna. I suoi avevano una bellissima cavalla, Linda, una baia col manto marrone scuro, coda e criniera neri. Era così docile e forte che il papà di Stefania aveva deciso di farla accoppiare con Tebro, un grosso cavallo da tiro grigio. Linda era rimasta incinta, e quando giunse all’undicesimo mese, l’ultimo della gravidanza, era proprio grossa. Dentro la pancia doveva avere un super puledro. Solo che era una bestia curiosa.

Un giorno che l’avevano lasciata libera nell’aia, lei aveva infilato la porta della casa e senza spaventarsi dei gradini, piano piano, titic e titoc, era salita fino al primo piano, dove si era messa a curiosare mangiando persino tutti i gerani sui davanzali e anche le mele di un cesto sul tavolo in cucina. Fu proprio lì che la trovò la nonna di Stefania: “Cosa ci fai tu qui? Vieni giù, il tuo mondo è al piano terra!”. Facile a dirsi, ma non a farsi.

Quando la bestia fu presa per la cavezza e portata in cima alle scale si spaventò del vuoto, e rifiutò di scendere. Era così larga che passava appena. Provarono più volte, le offrirono zuccherini, la chiamarono da sotto col fieno in mano. Niente da fare. Spingerla troppo era pericoloso: se fosse scivolata e caduta per la scala avrebbe potuto abortire e anche rompersi una gamba, rischiando di essere abbattuta per quello. Stefania, non sapendo che fare, chiamò il figlio dei vicini che era giovane e forte. Costui arrivò e disse: “Proviamo a marcia indietro”. Così la cavalla fu portata in camera da letto (l’unica dove c’era abbastanza spazio per la manovra), girata di 180 gradi e fatta rinculare piano piano per le stanze fino alla scala. Sul pianerottolo le legarono al collo una lunga e robusta corda, le e misero il paraocchi, le parlarono dolcemente, la riempirono di zuccherini e nel frattempo, gradino dopo gradino, la fecero rinculare fino al piano terra. Quando fu arrivata giù, tutti credevano che fosse spaventata da una simile avventura. Invece lei tornò calma nella stalla a mangiare il suo fieno, e pochi giorni dopo partorì la puledrina Vodka.

Da quel giorno la “retromarcia della cavalla” fu uno dei racconti preferiti delle sere d’inverno.

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