Letture

Nonno Manlio

Condividi con

RICHIEDI INFORMAZIONI AL FORNITORE

Leggi il codice di verifica
captcha
Inserisci il codice di verifica

Approfondimenti

Episodio 8: i lupi di nonno Renzo

Quella che stavolta nonno Manlio racconta al Paperotti è una storia commovente capitata tanti anni fa a nonno Renzo. La morale è semplice: bisogna rispettare tutti gli animali, anche quelli selvatici. Bisogna saperli capire nella loro natura. Persino i lupi non sono cattivi come dice la leggenda, e sanno essere riconoscenti a chi ha fatto loro del bene.

Una sera che ad Abbracciopoli nevicava e faceva freddissimo, a nonno Manlio venne in mente di raccontare al Teatro Paperotti una bella storia capitata a nonno Renzo.

Nonno Renzo abitava in montagna, in una piccola cascina fra i boschi sopra Rubiana. Era un tipo tranquillo. Quando le volpi e le faine gli ammazzavano qualche gallina nel pollaio non si arrabbiava. Sapeva che quegli animali lo fanno per fame, è nella loro natura. Non partecipava neanche alle battute di caccia al lupo coi suoi compaesani.

Una volta, andando nel bosco per funghi, sentì uggiolare. Seguendo i guaiti arrivò ad una piccola caverna dove c’erano tre lupetti appena nati. Qualcuno aveva ucciso i loro genitori e le povere bestiole sarebbero sicuramente morte di fame, o mangiate da qualche bestia. Senza pensarci su prese i tre lupacchiotti, li portò a casa e li allattò col biberon finché furono grandicelli. Crescevano sani, allegri, giocavano nell’aia con Birba, il cane da tartufi del nonno, e sembravano felici. Però la loro vera natura era di correre liberi nei boschi, e un bel giorno sparirono. Nonno Renzo non se ne dispiacque. Capiva gli animali e li rispettava. Sapeva che la vita selvatica era nella natura dei lupi.

Ma una sera di qualche anno dopo, tornando un po’ brillo dall’osteria, scivolò, batté la testa e si ruppe una gamba. Nevicava, e sarebbe di sicuro morto assiderato, se non fosse successo un piccolo miracolo: i lupi che lui aveva salvato anni prima passando di lì per caso riconobbero il suo odore, capirono il pericolo e lo trascinarono fino a un riparo, coprendolo di foglie secche per non farlo congelare.

Nel frattempo i parenti del nonno, non vedendolo arrivare, avevano liberato Birba per andarlo a cercare. Il bravo cane, grazie al suo fiuto prodigioso, trovò il nonno ancora vivo, tornò a casa e guidò i parenti fino sul posto. Nonno Renzo si salvò.

Da allora, quando la sera dopo cena si sedeva fuori dalla porta a fumare la pipa, se sentiva ululare dei lupi nella notte si faceva il segno della croce e diceva sottovoce: “grazie ragazzi”.

Entrare
a far parte del
mondo
Guidabimbi
è facile!

Sono un fornitore

VUOI PROMUOVERE LA TUA ATTIVITÀ?

Scopri come con Guidabimbi

Siamo una famiglia

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER